IL GIORNALE ONLINE DEGLI STUDENTI DEI LICEI ECONOMICO-SOCIALI PUGLIESI

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Fin dal '700 le grandi scoperte tecnologiche e il progresso del sapere scientifico hanno dato vita a nuove fasi storiche caratterizzate dalla fiducia nella scienza. Tale fiducia portó già nel XVIII secolo al rifiuto di ogni concezione di tipo religioso e metafisico, e permise l'affermazione di una visione meccanicistica e materialistica. Oggi, la continua evoluzione delle strutture sociali, delle tecnologie, della scienza, della medicina, ci pongono dinanzi alla consapevolezza che viviamo in un periodo storico caratterizzato da un progresso e uno sviluppo economico che racchiudono in sé aspetti sia positivi che negativi. Partiamo ad esempio dal riconoscimento che "i progressi nella medicina hanno consentito una drastica crescita della popolazione", riducendo, come afferma Stewart Richards in "Filosofia e sociologia della scienza", il rischio di contrarre malattie e la mortalità infantile, almeno nel mondo occidentale. Allo stesso tempo, però, questo genera conseguentemente il bisogno di aumentare la produzione. Negli "Atti del congresso sull'Uso mondiale di energia" pubblicati nel 2012 si afferma: "Questa visione del futuro, alimentata dagli entusiasmanti progressi delle tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni, riflette una nuova concezione della specie umana, in cui la società si considera libera dalla dipendenza dal mondo naturale."  Questo punto di vista porta a sottovalutare la nostra dipendenza dal mondo naturale ed evidenzia la nostra incapacità di prendere coscienza dei rischi che ciò comporta per la nostra società.  Il mondo naturale, infatti, non potrà mai essere sostituito dalla scienza, in quanto esso resterà sempre la nostra vera fonte di ricchezza e sostentamento. Crediamo di essere indipendenti dalla natura, ma ci siamo mai chiesti se la scienza sia capace di soddisfare il nostro bisogno di mangiare, se sia in grado di creare acqua artificialmente? La risposta sembra ovvia dinanzi agli occhi di tutti noi, tali risorse restano risorse naturali. I cambiamenti climatici, il sovrasfruttamento delle risorse idriche ed elettriche, l' inquinamento, stanno scatenando una crisi mondiale, anche se non ancora ben visibile, che ci condurrà a un conflitto per l'appropriazione delle risorse.  Inoltre, i dati ottenuti da alcune statistiche ci mostrano che le risorse sono utilizzate maggiormente da chi ha un tenore di vita medio-alto.  Questo sottolinea la grande scissione che esiste tra le classi medie e le classi più disagiate in materia di coscienza dei consumi.
  Quest'ottica troppo fiduciosa con cui guardiamo verso la tecnologia, ci sta conducendo al regresso, a un'involuzione.  "Un'economia sostenibile non distrugge specie vegetali e animali a ritmo più veloce di quello della loro evoluzione." ("Atti del congresso sull'Uso mondiale di energia"). Oggi, ci troviamo in bilico verso il regresso, mentre un' economia sostenibile ci permetterebbe di sfruttare al meglio le risorse che la natura ci offre, tenendo in considerazione i processi di rigenerazione delle risorse naturali. Così facendo l' uomo, forse, non giungerà a un conflitto, e non dovrà aspettare un "miracolo" della scienza per compensare la perdita delle risorse naturali. Come è affermato ancora da Steward Richards, una delle reazioni più costruttive al movimento antiscientifico è lo sviluppo di una scienza critica che ci porterebbe ad avere maggior sensibilità per l' equilibrio ecologico. Il modo per convivere pacificamente in un pianeta in continuo mutamento c'è, e un compromesso tra scienza e natura è possibile, e si chiama efficienza: possiamo attingere al reddito della biosfera senza intaccare il capitale. Salvaguardare le specie dall' estinzione, rifertilizzare i suoli, invertire il processo di inquinamento negli oceani e nell' atmosfera, riciclare le risorse in modo utile, sfruttare l'energia del sole, del vento e dell'acqua si pone come unica soluzione affinché la natura, ossia il fondamento del progresso, non sia irrazionalmente deturpata ma al contrario utilizzata a nostro vantaggio.

Favia Rita, VCE Liceo Bianchi Dottula

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