IL GIORNALE ONLINE DEGLI STUDENTI DEI LICEI ECONOMICO-SOCIALI PUGLIESI

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Così come per Dante, Beatrice ha un ruolo salvifico, le donne di Montale hanno
sempre un ruolo salvifico, ma di tipo laico, che permette al poeta del "male di vivere" di poter trovare una soluzione al travaglio della vita.
Il poeta assegna loro, di volta in volta, funzioni diverse, emblema di un valore potenzialmente salvifico, occasione di ricordo, fantasma del passato con cui dialogare per fuggire la negatività del presente, evocazione di un altro tempo o del mondo biologico e istintivo degli animali. Con la scomparsa della donna
angelo il poeta rivolge il suo sguardo non più verso il cielo, ma verso il mondo reale e concreto degli uomini, rappresentato dalle figure di Mosca, Volpe, Clizia, solo per citare alcune delle più importanti. Mai descritte fisicamente, esse vengono fissate in un gesto o in un particolare, come lo sguardo o la camminata; sono cioè trasfigurazioni poetiche con cui il poeta non può avere un rapporto diretto, in quanto incarnazioni di un sogno di salvezza e afferrabili solo in rari barlumi di luce.
Si parla di una salvezza laica, ma anche storica, nel senso che, durante quel periodo storico, Montale vive la guerra al fascismo, l’inizio della guerra fredda e trova la soluzione ai suoi dolori nella figura della donna. Nello specifico, in “Satura”, una raccolta poetica del 1971, Montale parla di Drusilla Tanzi, soprannominata “Mosca” che sarà sua futura moglie dopo una lunghissima amicizia, data dal precedente matrimonio della donna. Un matrimonio che però durerà circa un anno, per via dell’incombente morte della donna. È in questo contesto che nasce “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale”.
Un personaggio come Mosca si posa sugli "scarti e sui rifiuti" del mondo, riesce ad intercettare ciò che per lei era motivo di sopravvivenza e gli offre la strada per consolarsi. Soffriva di una grave forma di Miopia, ma nonostante ciò, Montale affermava che dei due colei che vedeva meglio era comunque la moglie.
Drusilla Tanzi rappresenta l’istinto e la vitalità necessari per vivere nella negatività del presente, la "vera unica pupilla" capace di orientare il poeta in un mondo sempre più "invaso dalla spazzatura".

AMANDA DI RONZO, VBU, LICEO BIANCHI DOTTULA, BARI

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