IL GIORNALE ONLINE DEGLI STUDENTI DEI LICEI ECONOMICO-SOCIALI PUGLIESI

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Il Purgatorio dell’angelo è, a mio parere, il più introspettivo e, allo stesso tempo, il più intenso e significativo dei romanzi della serie del commissario Ricciardi.

Il voler confessare peccati e mancanze, l’urgenza e il bisogno di farlo è la caratteristica fondante del personaggio principale ed è il filo rouge che percorre tutta la narrazione. >L’indecisione non sta nel farlo o meno, ma sul quando parlare, sull’esprimersi e a chi rivolgersi. Maurizio De Giovanni, che in questo romanzo supera se stesso, realizza un intreccio intrigante e semplicemente perfetto tra la vita privata di Ricciardi e una trama gialla ben congegnata e architettata. Vicino Posillipo viene ritrovato il cadavere inginocchiato di un anziano gesuita, Padre Angelo. Comincia così il nuovo giallo di Maurizio De Giovanni, edito da Einaudi. Un omicidio piuttosto sconvolgente: padre Angelo era un teologo mite e religioso, amato da tutti. O forse, non proprio da tutti. Se no, chi avrebbe mai potuto compiere un delitto così crudele? La confessione e il pentimento sono il tema principale di questo libro; ma il sacramento della confessione è in grado di purificare un’anima colpevole, che necessita del perdono? Anche il nostro commissario Ricciardi si trova a dover confessare qualcosa ad Enrica, la ragazza che ha iniziato a frequentare: non può più tacerle le verità che lo riguardano, se vuole instaurare un rapporto fondato sulla sincerità reciproca. Il commissario Luigi Alfredo Ricciardi è chiamato ad indagare insieme al fido brigadiere Maione. Entrambi sono costretti a dedicare ogni minuto del loro tempo allo studio del caso, che approderà, alla estrema confessione, quella chiarificatrice e definitiva. Intanto una banda di rapinatori abilissimi tormenta un quartiere del centro città. Il brigadiere Maione cerca di fermarla, serbando nel cuore il desiderio di alleggerire se stesso e la sua famiglia dal grave lutto che li ha colpiti, così ha costruito un rapporto privilegiato con l’agente scelto Felice Vaccaro, che tanto somiglia al suo Luca, morto in servizio cinque anni prima. “Il purgatorio dell’angelo” è una storia raccontata con ritmo e umanità, in cui prevalgono i sentimenti. Innanzitutto c’è l’amore in tutte le sue sfaccettature: quello paterno e quello di un padre spirituale; quello di una madre che ha perso il figlio e quello di una madre che, accecata dall'affetto, non si rende conto di danneggiare la figlia; quello passionale tra un uomo ed una donna che, talvolta, acceca e fa commettere idiozie; quello per Dio che, a volte si tramuta pure in odio. Ma c’è anche l’amicizia, che può essere cattiva consigliera; la fede ed i suoi insondabili moventi; la vendetta, il pentimento ed il rancore. «Signorì, per le cose si combatte. Si trova il coraggio e si combatte. Perché le cose, tutte le cose, quelle belle e quelle brutte, contano solo per quanto si è disposti a lottare. Così è. Dalla vita non si scappa, dalle avversità non si scappa. Figuratevi se si può scappare dall’amore.» così asserisce. Maurizio De Giovanni è sempre una garanzia. Le aspettative del lettore sono state pienamente soddisfatte. Come pochi, questo testo parla direttamente all’animo umano. Semplicemente bellissimo. Da consigliare.
Rosalinda Calabrese 2Au
Liceo Bianchi Dottula, Bari

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