IL GIORNALE ONLINE DEGLI STUDENTI DEI LICEI ECONOMICO-SOCIALI PUGLIESI

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Il cioccolato deriva dai semi della pianta del cacao, la “Theobroma cacao”, che significa letteralmente “cibo degli dei”.  I primi agricoltori, che coltivarono questa pianta e che produssero la cioccolata, furono i Maya intorno al 1000 a.C., nello Yucatàn, in Chiapas e nella costa pacifica del Guatemala. I Maya permettevano solo a sovrani, nobili e guerrieri la sua consumazione: esso era visto come alimento di lusso, utilizzato come moneta di scambio nei commerci. Il cioccolato era associato alla dea della fertilità ed era offerto insieme all’incenso durante le cerimonie dell'elite come sacrificio alle divinità e a volte veniva mischiato al sangue degli stessi religiosi.
Gli spagnoli, quando invasero la penisola dello Yucatan, scoprirono l'importanza del cacao. Veniva preparata una bevanda dal nome Xocoatl , grassa e amara, a cui venivano aggiunte spesso spezie, vaniglia o miele, e con lo scopo di alleviare il senso di fatica. La bevanda, però, non venne apprezzata dai conquistatori spagnoli. Nel Seicento, grazie all'influenza degli Spagnoli, che regnavano nell’Italia meridionale, il cacao cominciò a diffondersi anche in Italia. La bevanda al cacao divenne di “moda” solo a partire dalla metà del XVII secolo. Nel 1727 Nicholas Sanders aggiunge il latte al cacao. Ma il composto rimaneva comunque troppo grasso, dato che la massa di cacao contiene circa il 55% di grassi.
Fu solo nel 1828 che l’olandese Conrad Van Houten inventò un procedimento per separare dal cacao la parte grassa, chiamata “burro di cacao”.
Alcuni chimici scoprirono in seguito che unendo particolari elementi e cuocendo il cacao ad una particolare temperatura, si otteneva una crema liquida che se lasciata raffreddare, poteva essere modellata: nacquero così le prime tavolette di cioccolato.
Ancor oggi, secondo alcuni studi il cioccolato avrebbe un'influenza positiva sull'umore degli esseri umani e aumenterebbe il desiderio sessuale, proprio come sosteneva Giacomo Casanova. Infatti, il cioccolato contiene la feniletilamina , una sostanza chimica capace di creare dipendenza e assuefazione che è alla base dell'innamoramento e dell'attrazione amorosa.
Oltre a ciò, altri studi collegano la feniletilamina, contenuta nel cioccolato, con la diminuzione del fenomeno della depressione. C'è chi sostiene che il cioccolato riduca anche i fattori di rischio cardiovascolare.
Forse non è un’esagerazione dire che il cioccolato è uno dei pochi prodotti di successo universale , su cui tutti sono d’accordo.

Erica Monticelli VAU, Liceo Bianchi Dottula - Bari

 

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