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Il film “Joker”, vincitore del Leone d’oro di Venezia, diretto dal regista statunitense Todd Philips, ha come protagonista l’attore protagonista Joaquin Phoenix nei panni di Joker, un personaggio immaginario esordito nel 1940 nel primo numero della serie a fumetti Batman, pubblicata dalla DC Comics. Todd Philips racconta una storia drammatica struggente e deprimente, violenta e di forte critica sociale che ci deve far riflettere sul mondo postmoderno che si è creato.
Il protagonista della vicenda è Arthur Fleck, un comico fallito con molti problemi psichici che lo portano sulla strada della follia e della depressione. Arthur viene umiliato, deriso, emarginato per quello che è: un “debole”, un malato. A causa di una vita non facile, nasce in lui un uomo senza nulla da perdere: decide quindi di scatenare una rivoluzione popolare decisamente più grande di lui e violenta, da cui nasceranno una serie di crimini ( tra cui omicidi, rapine ecc) in un contesto di grandi tensioni sociali nella Gotham City degli anni ottanta.
Arthur Flex è un uomo ignorato della società, è un enigma senza soluzione che rappresenta il lato oscuro di ognuno di noi che semina il panico a Gotham City.
Ha uno sguardo multiplo sulla realtà e l’ira, le umiliazioni e il rancore di Joker lo condurranno nelle diverse uccisioni e quindi ad uccidere i diversi punti di vista. Rimane da solo, infatti è proprio nella solitudine che cresce la sua follia. Cerca di distruggere anche soprattutto metaforicamente le mille opinioni che soffocano Gotham.
Lui cerca di combattere, inoltre, contro il suo malessere, vuole dimostrare che lui non è perduto ma nessuno lo aiuta, lo abbandonano tutti.
La sua follia è orientata a sentirsi meno solo: cerca persone come lui, cerca di far diventare gli altri come lui.
E’ come se lui dicesse: <<non fermarti alla prima opinione, alla presunta verità. Non cadere nella trappola dell'unico punto di vista, liberati dei filtri che fanno male, uccidi i preconcetti, sospendi il giudizio su di te gli altri. Ridi, balla, va incontro al mondo anche se insensibile.>>
Joker è una maschera che nasconde e protegge qualcosa di intimo e profondo per non sentire il dolore che lo tormenta: i traumi ci influenzano, piccoli o grandi che siano travolgono le nostre priorità e il nostro modo di vedere il mondo.
Nascono un po' tutti Joker nella società: una parte di noi è imprevedibile e solitaria; dietro gli schermi di uno smartphone, tutti in cerca di un like o condivisioni per sentirci meno soli, per sentirsi più simile agli altri. Tutti dentro di noi abbiamo un piccolo Joker.
Joker non è diverso da noi.
Simona Pia Pitarella – Liceo “G. Bianchi Dottula” Bari – classe 5^BU

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