IL GIORNALE ONLINE DEGLI STUDENTI DEI LICEI ECONOMICO-SOCIALI PUGLIESI

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In un'epoca dove la tecnologia si diffonde sempre di più e diventa indispensabile, per compiere questa intervista impossibile a uno degli  imperatori della dinastia Giulio-Claudia, Tiberio, chiediamo l'aiuto all'assistente Amazon Alexa.
"Alexa, cosa successe nel 37 d.C.?"                                                                                                                     
Così mi ha catapultata a Roma nel 37 d.C. e l'Eterna città deve accettare la morte del suo imperatore,Tiberio. Nacque nel 42 a.C. a Roma, da Tiberio Claudio Nerone, e Livia Drusilla.
Ambedue i genitori erano della gens Claudia. Divenne un buon avvocato in numerosi processi giudiziari. Fece parte del circolo di Mecenate, ma soprattutto fu ottimo comandante, diventando così uno dei migliori luogotenenti di Ottaviano.
Io sono Emanuela ed andrò da Tiberio per conoscerlo meglio.
Mi dirigo verso il Mausoleo di Augusto e proprio lì  incontro Tiberio, o meglio la sua anima con sembianze umane; ha uno sguardo confuso, ma mi presento.
Forse avrei dovuto indossare un abbigliamento più consono all'età storica, ma chiedo egualmente all'imperatore se vuole rispondere a delle domande, e senza battere ciglio, accetta.                                                                          
Incominciamo....  
I: Ave Tiberio, lei nel 14 d.C. venne nominato Pretore, accompagnò Augusto in Gallia e in una campagna oltre il Reno. Nello stesso anno divenne imperatore. Sa dirci qualche dettaglio del suo impero?   

T:  Durante tutto il regno dimostrai un rigido rispetto per la tradizione augustea e osservai con cura tutte le istruzioni di Augusto, evitando le innovazioni. Le uniche modifiche territoriali avvennero in Oriente. Consultavo spesso colleghi prima di prendere decisioni in qualsiasi ambito e consentii ai senatori un’ampia libertà di movimento politico e di decisione. Fare l'imperatore non era tra i miei piani, ma date le circostanze…
I: I libri di Letteratura latina la presentano come un imperatore che ha tenuto Roma lontano da sé, l’imperatore che lasciò Roma per dilettarsi nei modi più disparati nella sua villa a Capri. É corretto definirla così?
T: Ho vissuto una vita caratterizzata da molti lutti e proprio per questo mi recavo a Capri per "cambiare aria", ero in compagnia di uomini di studio, letterati,astrologi, ma ero in compagnia anche di donne.
I: Com'era il rapporto tra lei e il Senato?
T: Fui esageratamente rispettoso del Senato, tanto che trasferii il potere elettivo dal popolo al Senato, ovvero alla Corte di giustizia, sotto la presidenza dei Consoli, per giudicare i reati dei Senatori o degli Equites.                                                                                                                                                                 
I: Le andrebbe di parlare di Seiano?
T: Certamente. Al tempo feci sempre più affidamento sui consigli del prefetto del Pretorio, Seiano. Ma a mia insaputa, lui  puntava a diventare il nuovo imperatore facendo il doppio gioco. Voleva sposare Lavilla,vedova di Druso. Io rifiutai e  nonostante il divieto,lui annunciò il matrimonio. La madre di Livilla, mi informò del pericolo rappresentato da Seiano e confidò di temere per la vita del piccolo Caligola. Partecipai  alla seduta del Senato durante la quale il prefetto del pretorio fu accusato di complottare ai danni dell’ Imperatore. Dopo un breve dibattito, Seiano fu giudicato colpevole e condannato a morte.
I: Siamo quasi giunti al termine di questa intervista,sul suo buon senso circolavano vari aneddoti... Ad esempio Tacito negli Annales scrive " In un processo per lesa maestà, l’imperatore Tiberio gridò che in quel processo avrebbe votato a voce alta e sotto giuramento, affinché anche gli altri sarebbero stati costretti a fare altrettanto.
Sentito questo, Cneo Pisone domandò:
- Con quale ordine, o Cesare, darai il tuo voto? Se sarai il primo a votare, avrò una guida da seguire; se voterai dopo, ho paura che, senza volerlo, potrei trovarmi in disaccordo con te! - A questo parole Tiberio lasciò cadere l’accusa e fece assolvere l’imputato".
T: Questo scrittore dice la verità. Grazie signorina dalle strane vesti  per questa intervista.                                                                      

I: Grazie a lei, sono rimasta affascinata dalla sua storia.                                                                                                                   
Il viaggio nel passato è giunto al termine, torno nel presente con la collaborazione di Alexa e porterò nei miei studi il mondo latino attraverso gli occhi di Tiberio.
Emanuela Attolico – Liceo “G. Bianchi Dottula” Bari – classe 4^BU Scienze umane

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