IL GIORNALE ONLINE DEGLI STUDENTI DEI LICEI ECONOMICO-SOCIALI PUGLIESI

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Erving Goffman, nella sua opera "Gender Advertisements" del 1976, analizza con occhio critico il mondo delle pubblicità e tutto ciò che lo caratterizza. In particolare si rende conto che all'interno di queste pubblicità è presente, anche in maniera evidente, la distinzione tra uomo e donna,sotto ogni punto di vista. Per gli uomini si tratta di una rappresentazione caratterizzata dalla forza e dalla potenza, tipica immagine che costituisce lo stereotipo maschile, mentre per le donne si parla quasi sempre di una "subordinazione". Nonostante siano passati quasi 44 anni dalla pubblicazione di quest'opera, é necessario porsi una domanda, forse più di una. Possiamo affermare con assoluta certezza che c'è stato un cambiamento? O piuttosto dobbiamo ammettere che una svolta culturale vera e propria sia ancora di là da venire? E soprattutto gli stereotipi tradizionali, maschili e femminili, sono davvero del tutto superati?
È comunque lecito soffermarsi e riflettere sulla realtà dei fatti e soprattutto capire se siamo riusciti ad andare avanti con un punto di vista del tutto nuovo, oppure se siamo rimasti intrappolati in un vicolo cieco, da cui l’unica possibilità di uscita è tornare indietro. È importante che la pubblicità rispecchi la dinamicità della realtà sociale, sganciandosi da vecchi stereotipi, in parte superati ma in parte ancora radicati nella società. Che sia una pubblicità di detersivi, di cibo o di cucina, la donna viene rappresentata con il solito ruolo da casalinga, pronta a svolgere le consuete mansioni. Ma quindi è così difficile attribuire quest'immagine ad una figura maschile?
Non possiamo affermare che ci sia stato un autentico cambiamento, né tantomeno possiamo dire che siamo rimasti con la mentalità "dell'età della pietra".
L'unica cosa che possiamo affermare è che il mondo, forse, non è ancora pronto per un reale cambiamento di “genere”, che possa sconvolgere gli stereotipi tradizionali e generare delle nuove rappresentazioni di maschile e femminile, basate su un’autenticità parità.
Micaela Capriati IV Ce Liceo Bianchi Dottula - Bari

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