IL GIORNALE ONLINE DEGLI STUDENTI DEI LICEI ECONOMICO-SOCIALI PUGLIESI

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Vivere in un contesto degradato come questo, non è facile meglio stordirsi allora con una bottiglietta di plastica al cui interno si trova una delle meno costose sostanze stupefacenti: la colla per le scarpe. Alcuni dei ragazzi intervistati dalla iena raccontano l’effetto che questa sostanza provoca e illustrano le cause: la colla aiuta ad alleviare il parto espresse per le loro condizioni di vita e per la mancanza di cibo.
La colla, con i suoi agenti chimici, te lo stesso effetto di quando si fa abuso di alcolici: induce depressivi, fa perdere la concentrazione, provocare anche allucinazioni e determinare comportamenti pericolosi. La colla viene venduta a pochissimo prezzo dai calzolai, perciò può essere facilmente acquistata anche dei bambini. Si contano Come dipendenti dalla colla circa 300.000 in tutto il Kenya, di cui 60 mila solo a Nairobi.
La vita a Nairobi sembra non offrire prospettive. La gente vive con meno di €30 al mese e, spesso, la violenza è un modo per uscire sopravvivere. La colla delle scarpe, non è, però, l'unica sostanza chimica utilizzata per sballarsi. Molto diffusa è infatti la pratica di inalare carburante per aerei, sostanza composta per lo più da idrocarburi, da kerosene, rinforzata con altri agenti chimici per evitare che essa si possa ghiacciare durante la stagione invernale. Anche in questo caso solo i bambini a farne il maggior utilizzo, perché un'intera bottiglia di kerosene costa solo quaranta centesimi, per cui è possibile anche comprare più due al giorno.
Uno spacciatore della città di Nairobi, intervistato dall'inviato delle Iene, afferma che ogni giorno riceve la visita più di cento bambini e di tantissime donne incinte.
La storia di Steve, un bambino di 11 anni che sniffa carburante per aerei da quando ne aveva sei, ha colpito tutto lo staff della redazione. Steve è stato portato in un centro di recupero e disintossicazione. A Nairobi, come in tutto il Kenya, stanno nascendo moltissime strutture che si pongono l’obiettivo di recuperare quanti più adolescenti possibili in modo tale da evitare che, a lungo andare, possano trasformarsi in veri e propri zombie ambulanti.
Alessandra Carrassi, 5 AU Liceo Bianchi Dottula - Bari

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